Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per una corretta navigazione. Procedendo nella navigazione, acconsenti all'uso dei cookie. Informativa

Il paese delle sette chiese

Gesico viene definito “paese delle sette chiese”, tre di esse sono distrutte: San Sebastiano, Santa Lucia e San Rocco. La prima di queste fino agli anni ’70 era ancora integra, sorgeva a pochi minuti dal centro abitato. Costruita su un precedente insediamento nuragico: al suo interno si trovava un interessante retablo ligneo di altezza 1,5mt per 6mt di lunghezza. Il retablo raffigurava la scena del martirio del Santo. Vi erano anche due acquasantiere. Anche la chiesa di Santa Lucia, come quella di San Sebastiano, oggi e’ una rovina. La chiesa possedeva 12 starelli di terra in virtu’ del testamento del Rettore Juan Gessa. Durante l’inverno un sacerdote celebrava nella chiesa battesimi, funerali e persino qualche matrimonio. Rimane un ricordo la chiesa di San Rocco. Purtroppo non e’ possibile localizzare le rovine a causa di un intervento di miglioramento agrario effettuato negli anni ’50. Qualcuno racconta del ritrovamento di alcuni oggetti sacri durante l’aratura.


Santa Giusta

** chiesa di Santa Giusta **


La chiesa di Santa Giusta e’ sita nel rione di Gesico Mannu. Il prospetto presenta un parametro murario ed un coronamento con merlatura lanceolata. La parte inferiore della facciata e’ arricchita dal portale d’ingresso ( realizzato nel secolo XVII secondo il gusto rinascimentale). Venne costruita tra il 1400 e il 1500. La facciata in stile romanico ha un rosone centrale, un architrave racchiude il portale d’ingresso, il campanile in stile pisano, l’interno in stile gotico aragonese colmo di marmi decorativi. All’interno troviamo otto cappelle con presbiterio piu’ basso e stretto. Nel piazzale esisteva un area cimiteriale. Molte opere d’arte sono state conservate, tra le quali un retablo raffigurante le anime del Purgatorio del pittore campano Giulio Adato, mentre il Cristo Nero è della scuola di Nicodemo. La chiesa presenta otto altari oltre a quello maggiore.


Sant'Amatore

** chiesa di Sant'Amatore **


Nel 1995 la comunita’ scientifica riconosce Sant’Amatore “SANTUARIO NAZIONALE”. Il primo santuario risale all’eta’ tardo-antica o alto-medievale. Si trova in un sito di particolare rilevanza archeologica. Al suo interno troviamo sepolture raggruppate e ricavate nella roccia. La prima fonte scritta che attesta la dedicazione a Sant’Amatore vescovo e martire africano risale al 1560. Questo documento si trova nell’archivio arcivescovile di Cagliari (CA). All’interno del Santuario non mancano i reperti; da osservare un sarcofago tardo-romano in marmo, utilizzato come mensa d’altare. Le acquasantiere sono di forma esagonale lavorate con motivi scultorei. Un particolare dell’altare e’ la presenza della conosciutissima “ MOBA DE SANT’ AMADU”, dove secondo la leggenda, venne macinato il corpo del Santo martire africano fatta eccezione per la testa. Ecco perche’ chi soffre di mal di testa, poggiando il capo all’interno “de sa moba” sente il rumore della macina in azione e quindi beneficiare della guarigione. Negli anni ’70 fu istituito un comitato di restauro a causa del cedimento del tetto e lo stesso nel 1985 venne sciolto per cessata attivita’ in quanto fu raggiunto lo scopo. Uno dei piu’ importanti risultati di quel comitato fu il recupero di un sarcofago romano custodito presso il Museo nazionale archeologico di Cagliari.


Santa Maria Itria

** chiesa di Santa Maria Itria **


Questa chiesa viene edificata prima del 1305, all’estremita’ nord-est dell’abitato: in quel momento era parrocchia del paese. Attualmente la chiesa si trova in buono stato grazie all’intervento di ristrutturazione che ne ha ridato decoro. La chiesa si sviluppa su un impianto planimetrico ad aula semplice con abside semicircolare nella zona presbiteriale, questo rispecchia in modo semplice i motivi tipici dell’architettura romanica.