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Sant'Amatore

Non abbiamo documenti, ma tutto lascia pensare che fu questa la data del martirio di Sant’Amatore, San Ferdinando e Sant’ Amatello la terza domenica di ottobre . Questa segnava per antonomasia la fine dell’annata agraria che con la vendemmia suggellava la stagione. Eravamo ai primi decenni del sesto secolo e quella di organizzare in questo giorno una grande festa con fiera, che in periodo nuragico significava appuntamento per incontri politici tra tantissime tribù. Era l’occasione per dedicarsi al divertimento abbandonando , per un attimo, i problemi di ogni giorno. Ovviamente non era per tutti cosi’, e sempre in questa circostanza una parte della popolazione doveva versare i tributi (poco in moneta,spesso in prodotti) al potente di turno succedeva che dalle valli e dai monti vicini e lontani, già una settimana prima scendevano e bivaccavano a Gesico nell’area circostante l’ormai trasformato monastero numerose persone. Per l’occasione era presente anche un inviato della regia riscossione,con al suo seguito una buona scorta armata. I possessores erano invece soliti ricevere il principe vandalico con grandissime feste e lucculiani banchetti, nel tentativo a dire il vero non tanto difficile, di aggraziarsi la sua benevolenza. Benevolenza che tradotta in termini pratici significava, meno tasse per loro e soprattutto qualche favore personale come l’eliminazione (anche fisica) di personaggi a loro scomodi o invisi. E tale situazione cadeva giusta per Amatore e i suoi aiutanti. All’inizio della terza settimana di ottobre di fronte ad un deciso rifiuto da parte del vescovo africano di celebrare sacrificio dinanzi ad un altare pagano, unitamente ai suoi collaboratori Amatello e Ferdinando, fu prelevato da una folla inferocita composta sia da gente del posto sia da forestieri. Questa gente in preda ai fumi del vino, ne decretò la loro detenzione in un locale adiacente al convento da tempo adibito a frantoio e ad alla lavorazione del grano. Al centro del locale una grossa macina in pietra trainata a turno da differenti animali. Questi ultimi vennero subito macellati e utilizzati per sfamare i bivaccanti; al loro posto, sotto la minaccia delle armi dei rivoltosi e davanti all’indifferenza dei pochi soldati vandali presenti sul posto, per trainare la macina furono usati Amatore e gli alti monaci. Passarono in tal modo quasi una settimana, e già qualcuno potente aveva per loro deciso la sorte. La rivolta poteva assumere connotati non piu’ controllabili ed esisteva concreta la possibilità che la violenza dei rivoltosi si ritorcesse contro questi possessores. La notte tra il sabato e la domenica della terza settimana d’ottobre Amatore Vescovo africano, Ferdinando Diacono ed Amatelo Suddiacono, spossati dalle torture e dalle sevizie inflittegli dagli aguzzini, furono barbaramente decapitati. Le loro teste esposte, tra le urla animalesche della folla, su una pietra posta all’ingresso del convento nell’ intento di placare gli animi degli esagitati. I tre martiri morirono invocando Dio e chiedendo allo stesso perdono e pietà per i loro carnefici. Una parte della popolazione seguace del santo Martire per sottrarre a ulteriore scempio i corpi dei tre santi e soprattutto per dare loro degna e cristiana sepoltura,sfidò l’ira della folla che a dire il vero andava lentamente scemando. Questo avvenne al calare delle luci delle luci della terza domenica di ottobre; in questa terra trovarono dolce riposo; e affinché non fossero mai dimenticati, i nostri avi sopra il convento edificarono una chiesa. La stessa dove ancora oggi si venera Sant’ Amatore. Buono caparbio e soprattutto vicino alla gente, contro tutte le ingiustizie, egli era veramente dalla parte degli ultimi. Nel 533 cesso la persecuzione contro i cattolici in coincidenza con l’ascesa sul trono Vandalico di Ulderico. I vescovi esiliati furono restituiti nelle sedi originarie, compresi quelli della chiesa nordafricana. Sant’ Amatore vescovo non fu tra loro. La festa di Sant'Amatore prevede i riti e le celebrazioni in onore del santo vescovo martirizzato a Gesico agli inizi del sesto secolo. Il 27 maggio si celebrava la festa del ritrovo del suo corpo avvenuto in unione con il diacono Amatello e il suddiacono Ferdinando, nel 1621, quando fu Rettore Juan Gessa. In tale giorno si teneva un’ Offertorio fatto dai devoti. La fiera organizzata per Sant’ Amatore rivestiva una particolare importanza soprattutto per contadini e pastori che acquistavano o rinnovavano attrezzature e indumenti. Per quanto riguarda le feste in onore del Santo una era organizzata grazie ad un legato che ogni anno rinnovava il nobile Don Francesco Zappata, l’altra invece era a carico del Procuratore della stessa chiesa. Gli obrieri di Sant’Amatore, per antica tradizione, facevano una questua per tutta la villa . Oggi la festa è ancora molto sentita e ogni anno la terza domenica di ottobre si festeggia Sant’ Amatore.